Disciplina degli investimenti 
e degli appalti in Marocco

di Paolo Greco *

 

Il Marocco incoraggia gli investimenti privati, sia nazionali che stranieri, considerati una leva per lo sviluppo economico e industriale dello Stato[1].
Il regime degli investimenti esteri è molto liberale, sono consentiti in tutti i settori, ad esclusione dei terreni ad uso agricolo e di pochi settori riservati esclusivamente allo Stato[2], ad esempio lo sfruttamento dell’industria estrattiva dei fosfati, una società di diritto maghrebino, abilitata ad operare in qualunque ramo di attività, può esser a capitale per la maggioranza o esclusivamente straniero e la sua direzione può essere assunta da stranieri, secondo quanto è previsto dalla legge 1-93-46 del 10 settembre 1993[3]. Il quadro regolamentare è stato ulteriormente migliorato, semplificando le procedure ed accelerandone i tempi, con la legge quadro approvata nel 1995, la cosiddetta Carta degli Investimenti[4]. Si tratta di una legge fondamentale, le cui disposizioni diventano cioè operative con l’emanazione delle normative di attuazione; le prime sono state emanate con la legge finanziaria del 1996. Ma anche attraverso un intero percorso di riforme legislative comprendenti la riforma del Codice Commerciale, della Legge sulle Società e della Legge sul Lavoro[5].

La Carta definisce i principali obiettivi dell’azione dello Stato nei prossimi 10 anni in materia di sviluppo e promozione degli investimenti; istituisce per essi un regime unico, e revoca i precedenti codici settoriali, pur prevedendo che le disposizioni attuative possano graduare gli incentivi in modo differenziato, al fine di riequilibrare settori economici e lo sviluppo regionale[6]. Vengono trattati in modo uniforme gli investimenti di origine interna ed esterna, assicurando garanzie e agevolazioni sui trasferimenti per gli investimenti esteri e dei non residenti; sono previste una serie di  incentivi e di agevolazioni fiscali[7]:

       esonero dal prelievo fiscale all’importazione (PFI), su materiali e beni strumentali importati;

       esonero dall’imposta sul valore aggiunto (TVA) sui materiali e beni strumentali acquistati localmente o importati;

       esonero dall’imposta di licenza, per i primi cinque anni di attività;

       esonero dalla tassa urbana per i primi cinque anni di attività, per nuove costruzioni o a costruzioni già esistenti;

       esonero dall’imposta sulle società (IS), o dall’imposta generale sui redditi (IGR), per le imprese esportatrici.

E’ previsto, inoltre, un diritto di importazione per beni strumentali, macchinari ed attrezzi e le loro parti componenti, per pezzi di ricambio ed accessori è previsto un prelievo variabile tra il 2,5 e il 10%.

L’imposta sulle società o quella generale sui redditi, sono ridotte al 50% , per le imprese esportatrici, dopo l’esonero per i primi cinque anni, e per imprese insediate nelle regioni che richiedono un regime fiscale preferenziale durante i primi cinque anni[8]. Il codice contempla altre agevolazioni e nello specifico:

       ammortamento decrescente per beni strumentali;

       garanzia di trasferimento dei redditi e dei risultati di cessioni, per gli investimenti stranieri finanziati in divisa;

       parziale presa a carico da parte dello Stato nell’ambito del contratto Stato-Impresa dei costi di acquisizione dei terreni destinati a progetti di investimento, delle spese per infrastrutture esterne, dei costi di formazione professionale;

       parziale presa a carico da parte dello Stato dei costi di allestimento delle zone industriali, nelle regioni in cui il livello economico giustifica l’aiuto statale[9].

La concessione degli incentivi è semi-automatica, tutte le autorizzazioni amministrative necessarie si presumono rilasciate entro sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda, in base al principio del “silenzio-assenso”.

Si può, per chiarezza espositiva, stabilire che le priorità della legislazione del Regno del Marocco in tema di investimenti esteri sono essenzialmente[10]:

-         rilanciare le esportazioni;

-         promuovere l’occupazione;

-         ridurre i costi degli investimenti;

-         razionalizzare il consumo di energia ed acqua;

-         salvaguardare l’ambiente.

Attraverso il Decreto n. 2-00-895 del 31 gennaio 2001, viene data applicazione agli articoli 18 e 19 della Carta degli Investimenti, precisando quali condizioni devono essere osservate dagli investitori per poter beneficiare di esenzioni parziali legate a progetti di investimento relativi ad acquisizioni di terreni, ad infrastrutture e a spese di formazione professionale[11]. Sono ammessi all’esenzione gli investimenti di ammontare pari o superiore a 200 milioni di Dh, per beneficiarne, gli investimenti dovranno soddisfare almeno uno dei seguenti criteri:

1.     creazione di almeno 250 posti di lavoro effettivi;

2.     realizzazione del progetto in regioni che necessitano di un sostegno statale;

3.     trasferimento di tecnologie;

4.     contributo alla protezione dell’ambiente[12].

In concreto, i progetti che soddisfano una o più di queste condizioni beneficeranno di un aiuto, dispensato secondo il valore del 20% rispetto al valore del terreno acquistato, del 5% del valore globale dell’investimento per le spese relative alle infrastrutture, del 20% del costo della formazione professionale. I tre livelli di beneficio sono cumulabili, ma la partecipazione dello stato non deve superare il 5% del valore dell’investimento o il 10% se questo è realizzato in aree suburbane o rurali[13].

Recentemente, con la legge finanziaria 2000/2001, sono state concesse ulteriori agevolazioni relative ai nuovi progetti di investimento. Le imprese che si impegnano a realizzare un investimento uguale o superiore ai 200 milioni di Dh possono beneficiare, nell’ambito di un accordo concluso con il governo locale, dall’esonero del diritto di importazione dall’imposta sul valore aggiunto sull’importazione di beni strumentali, materiali e attrezzature necessarie alla realizzazione dei loro progetti. Questo esonero è ugualmente accordato alle parti componenti, pezzi e accessori importati con i beni strumentali e le attrezzature ai quali sono destinati. L’investimento dovrà essere realizzato entro i 36 mesi successivi alla sottoscrizione dell’accordo predetto. I beni che hanno beneficiato dell’esenzione di diritti e tasse di importazione non possono, però per un periodo di cinque anni, essere trasferiti, ceduti ricevere una destinazione diversa da quella per cui sono stati acquisiti o importati, salvo espressa autorizzazione[14].

Infine, il Fondo Hassan II  per lo sviluppo economico e sociale, che ha come obiettivo la promozione degli investimenti nel settore del tessile (filatura, tessitura e finissaggio), e nel settore dell’elettronica, compresi i cavi elettrici, eroga un contributo ai progetti di investimento presentati nell’ambito di questi settori[15]. Il contributo può rivestire due forme, rappresentate l’una da un sostegno diretto agli investitori per l’acquisto del terreno e la costruzione dello stabile in cui è ubicata l’impresa, in tal caso il contributo riguarda il 50% del terreno, oppure il 30% del costo dell’edificio industriale; l’altra rappresentata da un contributo indiretto che consiste nella locazione a favore dell’investitore, attraverso l’intermediazione di un’impresa terza di un edificio ad un canone vantaggioso, mediante un contributo erogato a quest’ultima. Per canone vantaggioso si intende una locazione compresa tra i 100 e 150 Dh per anno[16].

L’Istituto per i Servizi Assicurativi del Commercio Estero, (SACE), è autorizzato ad assumere in assicurazione e riassicurazione le garanzie sui rischi di carattere politico, catastrofico, economico, commerciale e di cambio ai quali sono esposti gli operatori esteri nelle operazioni internazionali[17]. Le durate massime dei crediti sono regolamentate da accordi internazionali. Per i crediti sino a 24 mesi vengono seguite le regole dell’Unione di Berna, che tengono conto della natura dei beni da esportare; per i crediti oltre 24 mesi devono essere osservate le regole di una normativa internazionale, nota come consensus sui crediti all’esportazione. Le categorie SACE vanno da uno a sette, in ordine crescente di rischio, il Marocco viene considerato un Paese a rischi quattro. Per la concessione di una garanzia sui crediti a breve termine a debitori privati che non abbiano un merito di credito adeguato all’ammontare dell’operazione e a debitori pubblici non assistiti da garanzia sovrana, è necessario che l’operazione sia assistita da L.C.I.. Diversamente, per ottenere una garanzia sui crediti a medio-lungo termine, i debitori privati con merito di credito non adeguato devono essere in possesso di una garanzia bancaria giudicata accettabile; mentre per i committenti pubblici è necessaria una garanzia di pagamento governativa[18].

 

Disinvestimento e garanzie

 

Gli investitori esteri usufruiscono del trasferimento del capitale investito e del rimpatrio senza limitazione dei redditi quali ad esempio:

    dividendi e quote di utile;

    gettoni di presenza che spettano agli amministratori non residenti di imprese straniere;

    gli utili realizzati da figliali marocchine di ditte straniere;

     gli utili locativi a vantaggio di beneficiari stranieri non residenti;

    qualsiasi tipo di reddito distribuito dalle ditte marocchine a beneficio dei loro azionisti o soci non residenti.

Le banche effettuano direttamente le operazioni di trasferimento dopo una preliminare consegna all’Ufficio Cambio di una dichiarazione di domiciliazione bancaria, dei documenti contabili e dei giustificativi giuridici[19].

E’ prevista dalla legislazione marocchina una certa libertà nelle operazioni di cessione degli investimenti tra persone fisiche o giuridiche di cittadinanza straniera, residenti o non residenti; e ancora, stranieri residenti o non residenti a beneficio di residenti di cittadinanza marocchina. Gli investitori esteri sono assistiti dalla garanzia di ritrasferimento dei fondi non investiti, giustificando presso l’Ufficio dei Cambi le modalità di finanziamento previste e il livello di realizzazione definitivo dell’investimento. Il resoconto giustificativo può essere consegnato sia direttamente, sia tramite una banca, un avvocato, un notaio e comporta parecchi ed evidenti vantaggi[20].

Nessuna restrizione è prevista sul piano dei cambi durante l’importazione di merci, anche quando essa necessita di un’autorizzazione preliminare del Ministero del Commercio Estero.

 

Disciplina doganale

 

La struttura dei dazi doganali è stata semplificata nel 1985 e, nuovamente, nel decennio successivo, quando è stato ridotto il numero di fasce soggette a imposizione. In linea di principio il commercio estero è, oramai, liberalizzato. Permane il divieto di importazione solo per alcuni prodotti, pneumatici usati o rigenerati e gli esplosivi, e la lista di quelli per la cui importazione è necessaria una licenza del Ministero del Commercio Estero è estremamente limitata[21].

Nel 1995 è stato eliminato il monopolio statale sull’importazione di prodotti energetici.

La forte dipendenza delle entrate statali dall’imposizione doganale ha tuttavia rallentato il processo di liberalizzazione avviato all’inizio degli anni novanta e il livello medio dei dazi doganali resta elevato anche nel panorama regionale, in cui i dazi più alti sono applicati ai prodotti finiti[22].

In conformità alle regole del WTO, le ultime restrizioni quantitative esistenti vengono sostituite con barriere tariffarie che, tuttavia, sono giudicate ancora troppo elevate.

L’importazione di prodotti sottoposti a certificazione obbligatoria è subordinata alla presentazione di un certificato di conformità alle norme marocchine e rilasciato dal Ministero per l’Industria, il Commercio e l’Artigianato, conformemente al decreto n. 2.93.530 del 20 settembre 1993[23]. In particolare, per quanto concerne i pagamenti anticipati per importazioni di prodotti destinati al consumo locale, le legislazione marocchina prevede sanzioni per qualsiasi operazione clandestina, non prevista dalla legislazione locale, legata ai pagamenti all’estero.

Le operazioni di importazione di merci beneficiano del regime di convertibilità delle operazioni correnti, di conseguenza, queste sono dispensate dall’autorizzazione dell’Office des Change[24].

Per procedere al regolamento delle importazioni gli operatori devono sottoscrivere un titolo di importazione domiciliato, presso una banca del Marocco, il titolo consente il passaggio della merce in dogana ed il suo pagamento.

Ogni merce importata, o presentata all’esportazione, è oggetto di una dichiarazione dettagliata, indipendentemente dal regime doganale. La suddetta dichiarazione prende il nome di Déclaration Unique des Marchandises, DUM, questo documento unico prende il posto dell’insieme delle dichiarazioni richieste in precedenza. La DUM deve essere compilata dal dichiarante in dogana e, quindi, dal proprietario delle merci, dal transitario in dogana, dalla persona titolare di un’autorizzazione di sdoganamento[25].

Per informatizzare l’insieme delle operazioni di sdoganamento è stato messo a punto il SADOC, Systèm de l’Amminisration des Douanes des Change. Si tratta di un sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci. Il SADOC è consultabile dal dichiarate presso qualsiasi terminale connesso in rete e presso gli uffici doganali[26].

I documenti richiesti per le procedure di sdoganamento che accompagnano la DUM, sono:

-         le fatture commerciali definitive;

-         i titoli di transito;

-         i titoli d’importazione o esportazione;

-         i certificati d’origine, se richiesti dai regimi preferenziali;

-         l’attestazione bancaria per il passaggio in dogana all’importazione, rilasciata alla banca domiciliataria del titolo d’importazione;

-         la nota sul peso e sui colli.

La fattura commerciale deve contenere i seguenti elementi: destinatario, data di emissione e numero progressivo, descrizione della merce e voce doganale, valore della merce (CIF e FOB), numero dei colli e peso lordo, peso netto o numero dei pezzi, porto di destinazione, ammontare delle spese di trasporto, se CIF, condizioni di pagamento, dichiarazione redatta dall’esportatore circa l’origine della merce. La fattura, esente da vizi, è richiesta in due copie e va redatta in lingua araba o francese. Non è richiesta la fattura consolare[27].

Le procedure di sdoganamento differiscono a seconda delle merci, in funzione della natura dell’operazione commerciale, del regime doganale e dalla natura stessa delle merci.

La procedura è avviata dal momento del deposito della DUM e dei documenti annessi. lo sdoganamento può essere effettuata presso tutti gli uffici di dogana situati nei posti di frontiera; è possibile anche lo “sdoganamento a domicilio” che permette agli operatori di acceder ai servizi doganali dal proprio domicilio. Questo regime è decentralizzato e sono i capi degli uffici o locali che lo accordano, facendo seguito alla domanda degli interessati.

A partire dal 1993 le statistiche del commercio estero sono compilate secondo la nomenclatura del Sistema Armonizzato che ha sostituito la codificazione utilizzata in Marocco a partire dal 1972[28].

In materia di dazi doganali, i riferimenti legislativi più recenti in Marocco sono rappresentati dalla legge quadro n. 18-95 recante “Carta egli Investimenti” e dall’accordo di associazione concluso tra il Marocco e l’Unione Europea, entrato in vigore il 1-03- 2000[29]. In virtù delle disposizioni  di tali accordi, il Marocco e gli Stati membri della Comunità Europea instaurano progressivamente una zona di libero scambio durante un periodo di transizione di 12 anni a partire dalla data di entrata in vigore.

In pratica il Marocco elimina tutti i diritti doganali e tutte le tasse di effetto equivalente in favore dei prodotti originari dei paesi dell’U.E. Tuttavia, per alcuni prodotti è previsto uno smantellamento tariffario progressivo. Questo processo ha interessato, come prima tappa, i beni d’investimento importati in Marocco, i quali, a partire dal 2000, non sono più soggetti all’applicazione di diritti doganali. Una seconda ondata di smantellamento tariffaria si è avuta in ambito di materie prime e prodotti non fabbricati localmente che, per quattro anni, fino al 2003 avranno una riduzione dei dazi pari al 25% per ogni anno. Per i prodotti fabbricati localmente l’abbattimento del dazio è previsto in ragione del 10% l’anno, fino al 2012[30].

L’articolo 163 bis del codice delle dogane consente, inoltre, alle imprese di importare, in sospensione di diritti e tasse, le materie prime necessarie a realizzare merci che beneficiano, in virtù di disposizioni legislazione particolari, di una franchigia totale o parziale dei diritti e tasse all’importazione diretta.

Le importazioni sono soggette all’imposta sul valore aggiunto (TVA), le cui aliquote del 7%, 10%, 14% e 20%; esistono dei prodotti esonerati quali materiali e prodotti agricoli, beni strumentali, materiali, utensili, parti e pezzi di ricambio[31].

Le imprese che si impegnano a realizzare un investimento di ammontare uguale o superiore ai 500 milioni di Dh possono beneficiare dell’esonero del diritto di importazione, del prelievo fiscale all’importazione, dell’imposta sul valore aggiunto sull’importazione di beni strumentali, materiali ed attrezzature necessarie alla realizzazione dei loro progetti. Questo esonero è ugualmente accordato alle parti componenti, pezzi ed accessori importati allo stesso tempo dei beni strumentali ed attrezzature ai quali sono destinati, secondo la legge finanziaria 1998- 1999.[32]

Il Prelievo Fiscale all’Importazione, PFI, colpisce le merci importate con aliquota fissa del 15%, ne sono esonerate le importazioni di beni strumentali, materiali, utensili, parti e pezzi di ricambio destinati alla promozione e sviluppo degli investimenti. Sono esonerati dal PFI e dai diritti di importazione i prodotti, le parti componenti, i materiali, gli accessori destinati alla fabbricazione di vetture economiche, veicoli leggeri economici, ciclomotori e biciclette economiche[33].

La tariffa parafiscale sull’importazione colpisce le merci importate con un tasso dello 0,25% ad valorem, ne sono soggette:

-         le importazioni realizzate sotto i regimi economici in dogana;

-         le importazioni di beni strumentali, materiali, utensili, parti e pezzi di ricambio destinati alla promozione ed allo sviluppo degli investimenti;

-         le merci che beneficiano di franchigia o di sospensione totale dai diritti e dalle tasse all’importazione.

La tassa interna sul consumo colpisce, invece, certi prodotti o categorie di prodotti importati o prodotti localmente come acque minerali, limonate, vini, oli, combustibili, ecc.[34]

Si uniformano alle discipline internazionali e convenzionali i regimi di favore, esente da tasse doganali, le ammissioni temporanee, l’importazione temporanea, il deposito di stoccaggio, l’esportazione temporanea, il traffico di perfezionamento all’esportazione, il transito, il drawback, l’esportazione preliminare ed il deposito preliminare.

Il Marocco attualmente ha in corso trattamenti preferenziali nella conduzione di scambi commerciali con Tunisia ed Egitto, i relativi accordi prevedono l’esonero dei dazi per tutte le merci fabbricate e prodotte in questi paesi[35].

 

 



[1] ICE, “Guida agli investimenti in Marocco”, Roma, 2002;

[2]Agricoltura” n. 278-79/96, Roma, 1996;

[3] «Information du commerce exterieur», n. 13/94 / Obce, Bruxelles, 1994;

[4]Programma di iniziativa comunitaria PMI 1994- 1999, studi di settore nei paesi terzi mediterranei- Marocco”, sito internet 1996 CESMA, 2002;

[5] G. Zerilli, “L’economia del Marocco”, p. 162, Pinelli, Milano,2001;

[6]Notizie e tabelle paesi arabi: Algeria, Egitto, Liba, Marocco, Tunisia”, sito internet Camera di Commercio Italo- Araba, 2002;

[7]Paesi arabi”, n. 83/2000, Camera di Commercio italo araba, Roma, 2000;

[8] ICE, ”Guida per l'esportatore”, Roma, 1989-1993;

[9]Notiziario”, n. 4/93, Centro Estero Camere di Commercio delle Marche, Ancona, 1993;

[10]Commercio internazionale”, n. 10/2002, Ipsoa, Milano, 2002;

[11]Notizie dalla zona sud- Algeri, Egitto, Libano, Marocco…”, sito internet omonimo, 2002;

[12]Paesi arabi”, n. 88/2000, Camera di Commercio italo araba, Roma, 2000;

[13]Commercio internazionale”, n. 10/2002, Ipsoa, Milano, 2002;

[14] BMCE Bank, “Information”, Casablanca, 2002;

[15] Arsenio Pardo Rodriguez., “African trade review”, n. 426/2001, Madrid, 2001;

[16] Arsenio Pardo Rodriguez, “African trade review”, n. 414/2000, Madrid, 2000;

[17]Commercio internazionale”, n. 10/2002, Ipsoa, Milano, 2002;

[18] ITAL- MED, “Guida Mediterraneo- Marocco”, Roma, 2001;

[19] BMCE Bank, “Information”, Casablanca, 2002;

[20]Programma di iniziativa comunitaria PMI 1994- 1999, studi di settore nei paesi terzi mediterranei- Marocco”, sito internet 1996 CESMA, 2002;

[21]Commercio internazionale”, n. 1/91, Ipsoa, Milano, 1991;

[22] “Magreb countries 1994”, Country Profile, Eurostat, Belgio, 1994;

[23] Consiglio delle Comunità Europee, “Raccolta di testi”, Lussemburgo, 1991;

[24]Notizie dalla zona sud- Algeri, Egitto, Libano, Marocco…”, sito internet omonimo, 2002;

[25]Le Moci”, n. 1439/2000, Sedec, Paris, 2000;

[26]Paesi arabi”, n. 87/2000, Camera di Commercio italo araba, Roma, 2000;

[27] Consiglio delle Comunita' Europee, “Protocolli all'Accordo di cooperazione Cee-Marocco e altri testi base”, Lussemburgo, 1991;

[28]Commerce exterieur», n. 10/98, Obce, Bruxelles, 1998;

[29]Commercio internazionale”, n. 10/2002, Ipsoa, Milano, 2002;

[30] «Guide de l’investisseur industriel- Le Régime des Investissements», sito internet ministero commercio estero Gov. Marocco, 2002;

[31]Paesi arabi”, n. 61/98, Camera di Commercio italo araba, Roma, 1998;

[32] Arsenio Pardo Rodriguez, “African trade review”, n. 390/98, Madrid, 1998;

[33] ITAL- MED, “Guida Mediterraneo- Marocco”, Roma, 2001;

[34] ICE, “Guida Paese Marocco”, Casablanca, 2002;

[35]Notizie e tabelle paesi arabi: Algeria, Egitto, Liba, Marocco, Tunisia”, sito internet Camera di Commercio Italo- Araba, 2002;

 

 




(*)
Dottore in Giurisprudenza.
Master in Scambi commerciali, attività bancarie ed investimenti con i Paesi arabi nell'Università degli Studi di Bologna.

 


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